Una nuvola libera: le alternative open source al cloud computing

Qui a Jolla Community Italia cerchiamo non solo di offrirvi tutte le ultime notizie su Jolla e Sailfish OS, ma di avvicinare il famigerato “utente medio” al mondo dell’open source.

Lontani sono i tempi in cui Linux era difficile da utilizzare ed indispensabile era la riga di comando; oggi le distro più blasonate sono user-friendly e permettono di effettuare le più comuni operazioni con la stessa facilità di Windows e Mac OS X, navigazione in rete compresa.

Il cloud

Da qualche tempo questo è un termine che va per la maggiore su internet. Ma che cos’è il cloud computing? In poche parole, è possibile sfruttare lo spazio di archiviazione messo a disposizione su un server di un’azienda per salvare contatti, calendari, file, foto e altro. Tutto chiaro? Perché qui sorge il primo problema. Sì, perché i vostri dati sono fisicamente sul computer di terzi e soggetti alla legge del Paese in cui questi server sono allocati e questo, come hanno dimostrato i fatti emersi dal caso Snowden, non è un problema da sottovalutare. Se anche i dati non fossero in balia di governi esteri, rimane che, tramite l’accettazione del Contratto di Licenza dell’Utente Finale (EULA), diamo facoltà alle suddette aziende di fare un po’ di tutto con le nostre informazioni. Avete mai notato che se prenotate un volo e ricevete il biglietto su Gmail, dopo qualche minuto apparirà su Google Calendario il relativo appuntamento con giorno ed ora della partenza? Questo perché Google analizza il contenuto delle vostre mail (ma anche dei vostri file, delle foto, ecc) per offrirvi un servizio sì comodo, ma anche per arricchire il profilo che ha di voi e poi concederlo ai propri partner commerciali.

Non mi dilungo oltre perché fiumi di inchiostro (digitale) sono stati spesi su questo argomento, basta una ricerca (magari utilizzando DuckDuckGo) per saperne di più.

Un’alternativa è possibile?

La risposta è sì. Abbiamo già trattato su queste pagine ownCloud, un applicativo open source che permette di salvare i nostri dati su un server casalingo (ad esempio basato su Raspberry Pi) e accedervi da remoto come se stessimo utilizzando un servizio offerto dai big del settore (Apple, Microsoft, Google e via discorrendo).

Come funziona il cloud computing per il mercato di massa? Abilita un’esperienza condivisa senza soluzione di continuità tra dispositivo mobile (sia esso smartphone o tablet) e PC. In un articolo precedente avevo affrontato il problema della sincronizzazione di contenuti tra ownCloud e Jolla, ma se vogliamo condividere quegli stessi contenuti col PC? Ecco che a completare l’ultimo anello della catena mobile-server-PC ci viene in soccorso, ancora una volta, la tecnologia open source.

Linux e GNOME 3

Su GNU/Linux sono disponibili diversi ambienti desktop (DE), ognuno con le proprie peculiarità e i propri lati positivi; i DE possono essere installati indipendentemente dalla distro scelta, potremmo quindi avere GNOME indifferentemente su Ubuntu o Fedora, KDE su openSUSE o Arch e così via. Oggi prenderemo in esame GNOME, nella sua release 3 – in passato criticizzato per adottare un paradigma desktop completamente nuovo volto ad un’eccessiva semplificazione dell’esperienza utente; ironicamente, quest’ultimo punto è qui trattato come vantaggio, in quanto permette una fruizione soddisfacente anche ad un’utenza meno esperta. Un altro punto di forza di GNOME 3 è la sua predisposizione verso il cloud e l’integrazione dei servizi online, in particolare proprio ownCloud.

Per prima cosa dovremmo installare una distro con GNOME sul nostro PC; salto questo passaggio perché numerose sono le guide reperibili online su come effettuare questa operazione. Se avete poca familiarità con Linux, potreste partire da Ubuntu GNOME, che offre un installer semplificato, ma anche Antergos (la distro utilizzata come riferimento in questo post) o Fedora sono delle buone scelte.

Appena finito, andate in Impostazioni > Account online. Nella finestra che si aprirà cliccate su + in basso a sinistra e configurate il vostro account ownCloud seguendo i passi proposti. Il risultato finale dovrebbe essere il seguente.

ownCloud su GNOME

Fatto ciò, sarete in grado di accedere ai vostri contenuti tramite le seguenti applicazioni (se non sono installate di default, cercatele nel software manager):

Documenti

Qui troverete i file salvati nel vostro archivio online e potrete aprirli come se si trovassero fisicamente sul vostro hard disk.

GNOME Documenti

Contatti

Potrete accedere ai vostri contatti, filtrarli, modificarli ed eliminarli.

GNOME Contatti

Calendari

Potrete gestire i vostri appuntamenti sui vostri calendari (e nascondere quelli che non vi interessano).

GNOME Calendario

C’è anche un comodo applet richiamabile tramite un click sull’ora nella barra di stato in alto, che offre una panoramica sui prossimi eventi e su quelli del mese corrente.

Pannello notifiche di GNOME

FeedReader

È un client che vi permette di accedere ai feed RSS salvati sul vostro ownCloud e si integra con il pannello notifiche.

FeedReader Notifiche FeedReader

Tomahawk

Per poter accedere in streaming alla vostra libreria dovrete effettuare alcuni passaggi:

  1. Per prima cosa sincronizzate l’app Musica sul vostro ownCloud.
  2. Andate in Impostazioni > Personale e scorrete fino ad Ampache.
  3. Generate una password API.
  4. Quindi aprite Tomahawk, andate in Impostazioni > Configura Tomahawk, selezionate il plug-in Ampache e aprite le impostazioni.
  5. Nel campo Server URL inserite (URL del vostro server)/index.php/apps/music/ampache
  6. Nel campo Username inserite il nome utente della vostra installazione ownCloud.
  7. Nel campo Password inserite la password generata in precedenza.
  8. Provate le vostre impostazioni e quindi sincronizzate la libreria.

Tomahawk

Note e ToDo

Sono due applicazioni GNOME in sviluppo che vi permettono di sincronizzare, rispettivamente, le vostre note e attività con l’account ownCloud. L’unica limitazione è che al momento non esistono su Sailfish OS client nativi (potrete comunque installare quelli per Android, MyOwnNotes o ownNotes per le note e OpenTasks per le attività).

GNOME Note GNOME ToDo

Inoltre, per un’esperienza più completa, vi consiglio di installare il client ownCloud ufficiale ed accedere così ai vostri file anche offline. Istruzioni per l’installazione sulle più comuni distribuzioni sono disponibili qui.

Client ownCloud

Conclusioni

Evitare di sfruttare al meglio per paranoia tutte le possibilità offerte dal cloud è un approccio sbagliato. La risposta a tutti i quesiti posti sul trattamento dei dati personali esiste già ed è open source. Io utilizzo quotidianamente questo setup senza problemi particolari e non ha nulla da invidiare all’integrazione OS X/iOS o Windows 10. Soltanto un utilizzo più responsabile della tecnologia può evitare che le vostre informazioni sensibili cadano in mano di aziende e governi senza scrupoli.

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2 Risposte

  1. aroque ha detto:

    Bell’articolo. Uso owncloud da più di un anno e funziona piuttosto bene.

    Tra l’altro se può interessare, ho trovato il link al tuo post su questo account https://quitter.no/ownclouders che seguo via GNU social, un social network distribuito dove le discussioni sul self hosting sono come il pane quotidiano

    PS: scusa per il doppio commento

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